Ultimi Articoli

3 itinerari del vino in Toscana da non perdere

La Toscana è famosa per essere luogo d’arte e di cultura, ma non solo: la sua terra rigogliosa e fertile, infatti, è famosa per l’agricoltura e per l’eccezionale qualità dei vini che la sua uva offre

Le migliori app per gli appassionati del vino

Il mondo del vino, ovvero nell’enologia, ha deciso di sfruttare la tecnologia e di far nascere diverse applicazioni che renderanno più entusiasmante il conoscere ed assaporare un qualsiasi vino.

Vino durante l’allattamento: è possibile?

Vino durante l’allattamento: è possibile?

Molte donne si chiedono se l’assunzione di dosi moderate di alcool durante l’allattamento possa o meno nuocere al bambino.

Che durante i mesi di gravidanza faccia male lo sappiamo bene, da sempre i medici ci mettono in guardia sulle possibili conseguenze che l’alcool potrebbe indurre sulla saluta del nascituro: malformazioni del feto, sottosviluppo e tanti altri.

Ma sul consumo di questa sostanza durante l’allattamento si rinvengono opinioni piuttosto discordanti, diffuse naturalmente dai non esperti nel campo medico.

Ma cosa ne pensano i medici? Davvero assumere alcool durante l’allattamento è sconsigliabile? Si tratta di un tema importante, che merita di essere trattato nei dettagli.

Alcool in allattamento: cosa ne pensano i professionisti?

Gli esperti concordano, infatti, nel ritenere che se l’assunzione di sostanze alcooliche è fortemente bandita durante la gravidanza e lo stesso deve dirsi nell’allattamento.

Quando si tratta di un argomento così delicato, dove in gioco vi è la salute dei bambini, è bene non affidarsi a fonti informative incerte e non dare retta al passaparola tra mamme.

Durante l’allattamento è importante seguire i suggerimenti dei medici, che sconsigliano vivamente l’assunzione di alcool nel periodo di allattamento dei piccoli. L’eccessiva assunzione di alcool è dannosa per qualunque donna, a prescindere che si trovi in gravidanza o allattamento.

A maggior ragione tuttavia, durante queste delicate fasi di vita, è bene bandire dalle proprie abitudini quotidiane questa sostanza, così come confermato da alcune ricerche scientifiche condotte da Università italiane e straniere.

Non a caso i ginecologici si mostrano particolarmente rigorosi sul tema: sconsigliano vivamente alle donne di assumere alcool durante l’allattamento, anche perché, non disponendo di fonti attendibili e precise sull’argomento, non si sa quale sia il livello accettabile di “tolleranza” superando la quale l’alcool rischia seriamente di danneggiare il feto.

I pericoli derivanti dal consumo di alcool durante l’allattamento

Se da un lato non conosciamo con certezza la soglia oltre il quale il consumo di alcool rischia di compromettere la salute del bambino, dall’altro lato gli studi condotti nel settore sono chiari: dal consumo di alcool in allattamento possono derivare pericoli importanti per il bambino, si va dai rischi di disfunzioni del sistema nervoso alle alterazioni dello stato psico-fisico dei bambini, che dopo aver assunto il latte materno potrebbero sentirsi irritati e nervosi: un fattore che può incidere anche sulla normale fase di sonno dei piccoli (dopo aver assunto l’alcool attraverso il latte materno, il bambino potrebbe avere difficoltà a dormire).

Bisogna tenere in considerazione che l’alcool passa tramite il latte materno, una volta introdotto nell’organismo passa nel sangue e giunge nel latte in uguale concentrazione a quella assunta.

Dopo circa un’ora, tuttavia il livello aumenta o diminuisce in base al livello sierico del latte, in questo modo viene gradualmente rimosso dal siero materno e torna nel sangue.

Questo significa che l’eliminazione dell’alcool tramite l’assunzione di acqua non basta, idratare l’organismo per tentare di eliminare l’alcool (o estrarre il latte utilizzando un tiralatte) non è sufficiente eliminare i rischi per il bambino, perché una certa quantità continuerà comunque a circolare nell’organismo.

La stragrande maggioranza degli esperti concorda dunque nel ritenere che nell’assunzione di alcool durante l’allattamento non ne deriva alcun effetto positivo, nè per il bambino che per la madre. Perché dunque rischiare? Non ha alcun senso mettere a repentaglio la salute del bambino per un bicchiere di vino.

Come rimediare in caso di assunzione occasionale?

Chiarito bene, quindi, che assumere alcool o vino durante l’allattamento è assolutamente sconsigliato, come rimediare nel caso in cui ad una festa o in una particolare occasione la mamma ha bevuto del vino distrattamente?

In tal senso non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Bisognerà aspettare almeno 24 ore prima di iniziare ad allattare a seno i propri bimbi così da dare il tempo al corpo umano di espellere l’alcool presente nel sangue.

Nel frattempo si possono usare le solite alternative al latte materno come il latte (vegetale o animale) adattato per l’infanzia o il latte di asina.

Fondamentale sarà l’utilizzo del miglior biberon per garantire ai nostri piccoli bebé tutto il comfort e la facilità di succhiare il latte dalla tettarella del biberon.

Migliori Vini della Basilicata

Migliori Vini della Basilicata

La Basilicata è una piccola Regione, forse poco conosciuta, ma ricca di storia e dalla lunga tradizione vinicola, grazie alle sue terre fertili e ad un clima mediterraneo ideale alla coltivazione. In questa terra incastonata fra lo Ionio e il Tirreno, grandi e piccole cantine, 

I pomodori: meglio crudi o cotti?

I pomodori: meglio crudi o cotti?

I pomodori sono uno dei prodotti della terra maggiormente apprezzati sulle nostre tavole. Sono disponibili praticamente tutto l’anno nelle diverse varietà e, in inverno, possono essere consumati sotto forma di salsa, conserve, polpa o pelati da poter utilizzare come condimento per primi o secondi. Viene 

4 Fritti Tradizionali da non perdere assolutamente

4 Fritti Tradizionali da non perdere assolutamente

In Italia, si sa, basta farsi una bella passeggiata per trovare più di un luogo nel quale gustare qualche specialità della nostra cucina tradizionale. Ancora meglio se incontriamo uno dei tanti mercatini tipici rionali, vere e proprie concentrazioni di prodotti e tradizioni locali, perfetti per stuzzicare qualcosa durante la giornata, pranzare o passare qualche ora a zonzo tra le bancarelle (le quali molto spesso offrono anche artigianato locale realizzato a mano, in aggiunta ai prodotti alimentari). Lo street food è presente già da moltissimo tempo nel nostro paese, specialmente in alcune regioni, anche se viene considerato da molta gente un fenomeno relativamente recente, iniziato con l’epoca dei fast-food. In realtà non è affatto così: già dai tempi degli antichi Romani esistevano dei venditori di cibo da strada, in quanto già all’epoca non era per niente inusuale dover pranzare fuori per esigenze di lavoro. Nel corso dei secoli questa tendenza si è sviluppata di più in alcune parti della Penisola (come la Sicilia e la Campania per esempio) ed in altre meno, ma nel complesso siamo ancora tutti perdutamente innamorati del cibo da strada. Specialmente se fritto! Nella nostra tradizione culinaria ci sono dei fritti invidiati da tutto il mondo, capaci di stupire qualsiasi turista che venga in vacanza per la loro semplicità e squisitezza allo stesso tempo.

Arancini, un tesoro (fritto dorato) di Sicilia

Avreste mai pensato che da un po’ di riso avanzato e del pangrattato, potesse uscire fuori un qualcosa di così delizioso? Ebbene sì, in Sicilia ci sono riusciti pienamente. Non si può resistere alla tentazione di assaggiare qualche Arancina bella calda, passeggiando per una qualsiasi città Siciliana. Queste crocchette di riso tradizionali possono essere riempite con moltissimi ingredienti diversi: sugo e piselli, radicchio e taleggio, funghi porcini e zafferano, ragù… c’è davvero l’imbarazzo della scelta, senza contare le innumerevoli varianti che vengono inventate ogni giorno dagli arancinari, soprattutto giovani che nella disastrosa situazione lavorativa attuale hanno trovato il coraggio di investire nuovamente in questa antica tradizione locale. Che non delude mai.

Olive Ascolane, un concentrato di bontà

Che le olive siano fondamentali nella nostra Dieta Mediterranea è risaputo: vengono utilizzate in tantissimi piatti diversi, di pasta e non, e vengono anche coltivate in gran numero, in parte per la produzione di olio extravergine d’oliva e in parte per il consumo. Non possiamo purtroppo contare su una produzione sufficiente a coprire la domanda interna (cosa che avveniva anche ai tempi dei Romani, Monte Testaccio è composto proprio da… cocci di anfore d’olio importate) e dobbiamo importarle anche da altri Paesi, anche se ci sono alcune zone nelle quali c’è una produzione tale da consentire all’oliva stessa di essere oggetto di piatti tradizionali, e talvolta anche sagre locali. È il caso delle Olive Ascolane, realizzate con olive Italiane secondo la tradizione (anche se con il consumo che c’è di questo fritto tradizionale, stentiamo a credere che siano proprio tutte Italiane), scavate a mano con grande maestria e riempite con carne e odori misti. Da sgranocchiare passeggiando per un caratteristico borgo del luogo, magari in dolce compagnia.

Panelle Siciliane, una delizia senza glutine

panelle-siciliane-cibo-artigianale-italiano-tradizionale

Se avete sempre considerato lo street food come un’abitudine tipica solo del Sud o del centro, vi sbagliavate di grosso. Siamo in Sicilia, terra unica e ricchissima per quanto riguarda il cibo da strada, qui si trova di tutto: dal panino ‘ca meuza ai cannoli, dagli sfincioni alle polpette con carne di cavallo. Ma noi siamo alla ricerca di fritti, e di fritti da leccarsi i baffi. Incuriositi da un crocchio di persone ci avviciniamo ad uno degli stand, dove una giovane coppia del luogo sta preparando delle piccole frittelle di farina di ceci chiamate Panelle. Dalla caratteristica forma rettangolare, questi sfiziosi snack sono perfetti da sgranocchiare mentre si passeggia, vengono realizzate in molte maniere diverse e sono adatte anche a vegani e celiaci, vista l’assenza di glutine e di ingredienti di origine animale.

Pizza fritta, per farsi veramente del male

… ma in senso buono! Siamo a Napoli, una delle città più belle d’Italia e più ricche dal punto di vista gastronomico e dello street food. Qui il fritto rappresenta un vero e proprio stile di vita: tra crocchette, supplì e compagnia bella, bisogna avere una grande forza di volontà per non trovarsi poi a dover misurare il colesterolo con la stecca dell’olio. Ci troviamo anche nella patria della Pizza, quindi perché non unire le due cose? I cuochi Napoletani ci hanno già pensato: ecco come nasce la Pizza Fritta. Sembra facile direte voi, ma non lo è affatto: bisogna avere molta cura nella preparazione e nel riposo dell’impasto, ed anche durante la frittura stessa: mentre frigge la pizza va coccolata, mentre con un mestolo si irrora continuamente con olio bollente la parte che rimane esposta all’aria, affinché il tutto cuocia uniformemente. Tutto ciò facendo ovviamente attenzione a non bruciarla, né cuocerla troppo… un consiglio? Se vedete la fila fuori da una pizzeria apparentemente anonima, fermatevi e cominciate ad aprire lo stomaco. Sicuramente lì fanno una pizza fritta da urlo.

L’eccellenza dei Prodotti Tipici Italiani tradizionali

Questa carrellata di fritti tradizionali Italiani, oltre ad aprirci lo stomaco, dovrebbe aprirci anche (e soprattutto) la mente. Passeggiando e gustando qualcuno di questi prodotti tipici riusciamo ad apprezzare veramente l’importanza del cibo artigianale Italiano, molto spesso considerato come “normale” da noi (per colpa dell’abitudine), con quasi solo gli stranieri e gli Italiani emigrati ad evidenziarne l’unicità, l’irripetibilità, una qualità impossibile da trovare da altre parti. Bisogna forse rendersi conto di quanto sia speciale una mozzarella di bufala fresca, quando ci troviamo nell’impossibilità più completa di reperirla, a nessun prezzo. Proprio per rimarcare l’importanza dei prodotti tradizionali Italiani nasce il portale Italianito.com, custode delle nostre eccellenze gastronomiche e voce di tanti piccoli produttori artigianali che sarebbero altrimenti rimasti nell’oblio. Per non dimenticarsi mai del tesoro che ci circonda e dell’importanza fondamentale di promuoverlo e tutelarlo, per poter tramandare questa preziosa eredità ai nostri posteri.

Come fare la spesa online

  Se pensiamo alle piccole e medie imprese, è chiaro che la pandemia COVID-19 le sta causando un bel colpo. Potremmo pensare che il settore alimentare abbia risentito meno rispetto ad altri settori delle restrizioni e delle chiusure tuttavia non dimentichiamo che anche i piccoli alimentari hanno